INTERVISTE
ad Alessio
Ambrosi, Direttore Artistico
Intervista
di Gianni Cameroni per Show Daily 15-16-17 maggio 2010 Bologna
A) SABATO
15 MAGGIO PROMOZIONE CHITARRA ACUSTICA E GIOVANI MUSICISTI
Negli ultimi
anni si è assistito ad uno sviluppo imponente del numero di manifestazioni
legate alla chitarra acustica sul suolo italiano. C’è davvero bisogno
di promuovere questo strumento presso il grande pubblico?
Certamente,
perché sia lo strumento sia la musica che produce è, in assoluto,
di grande qualità. È una musica da ascolto, che si fruisce
al meglio in ambienti non urlati, capaci di sollecitare grande sensibilità
nell’ascolto e che, forse proprio per questo, rimane troppo spesso esclusa
dai circuiti commerciali convenzionali destinati al grande pubblico. Ed
è un peccato, perché sono convinto che una maggiore frequentazione
e diffusione di tutto ciò che affina le sensibilità artistiche
di ognuno di noi possa contribuire a formare uomini migliori. La richiesta
da parte del pubblico c’è, il moltiplicarsi delle manifestazioni
musicali degli ultimi anni lo dimostrano. Purtroppo, però, le iniziative
organizzate sull’onda del successo hanno spesso programmi improvvisati
o poco meditati che annoiano il grande pubblico producendo l’effetto contrario
a quello desiderato: anziché avvicinarlo alla musica di qualità
lo allontanano.
Alcuni vengono
a Sarzana per visitare la mostra di liuteria, altri per frequentare i corsi,
moltissimi per assistere ai concerti memorabili che si tengono ogni anno
nel piazzale della Fortezza Firmafede. Qual è la vostra “vera” identità?
Proprio
nella fusione di questi tre elementi sta la nostra vera identità.
Da 13 anni il Meeting propone la chitarra acustica in ogni suo aspetto:
didattica e formazione, particolarmente importanti per uno strumento completo
come questo, con i corsi e i seminari di liuteria e tecniche di esecuzione
musicale; spettacolo, con i concerti degli artisti più rappresentativi
del panorama mondiale attraverso i quali monitorare costantemente lo stato
della ricerca artistica sulla chitarra; business, con la grande mostra-mercato,
una vetrina ormai ricca e completa dei settori produzione, distribuzione,
importazione.
Ogni anno
assegnate un premio ad un giovane chitarrista che si distingue per abilità
tecniche, capacità espressiva e personalità artistica. Quest’anno,
addirittura, il Premio Carisch “New Sounds of Acoustic Music” si sdoppia,
arrivando a premiare anche i cantautori che si accompagnano con la chitarra
acustica. Perché tutta questa attenzione?
Abbiamo
sempre tenuto in grande considerazione questa iniziativa all’interno del
Meeting. La consideriamo il nostro contributo all’esigenza di favorire
un cambio generazionale rispetto alle ormai leggendarie proposte che appartengono
alla stagione d’oro degli anni Sessanta e Settanta del 1900. Un contributo
che nasce dalla consapevolezza che quando siedi da solo su un palco con
la tua chitarra, anche il carisma e la personalità sono molto importanti
e sono qualità che si sviluppano e si affinano solo suonando davanti
a un pubblico. In quest’ottica, offrire ai giovani emergenti il pubblico
dell’Acoustic Guitar Meeting ci sembra del tutto naturale, oltre che estremamente
utile. Quest’anno abbiamo voluto arricchire ulteriormente la sezione aprendo
il concorso alle proposte di voce e chitarra, per dare spazio e rilevanza
anche al ruolo di accompagnamento, spesso straordinario, che lo strumento
è capace di dare.
B) DOMENICA
16 MAGGIO JACKSON BROWNE, AMBIENTE, ECOLOGIA
Il vostro
ospite d’onore, il nome importante che figura in grande sul cartellone,
quest’anno si chiama Jackson Browne. Perché proprio Browne? In che
modo si collega a Woody Guthrie, alla cui memoria avete attribuito l’anno
scorso il premio Corde & Voci per Dialogo & Diritti?
Il Premio
nasce dal desiderio di dedicare uno spazio preciso al riconoscimento che
anche con la musica si possono scrivere pagine importanti, di valore politico
e sociale. Nel corso della storia l’arte musicale ha accompagnato,
raccontato, anche promosso processi di grande cambiamento, dando spesso
voce a chi non l’aveva. Ecco perché la prima edizione, che ha inaugurato
l’istituzione del Premio, è andata a Woody Guthrie, artista che
per eccellenza ha rappresentato gli ultimi d’America. Un’assegnazione doverosa
perché con lui la voce e la chitarra diventano uno strumento importante
di denuncia e ribellione.
Jackson
Browne incarna l’idea del cantore che conduce le sue battaglie con gli
stessi strumenti: corde e voce. L’impegno sociale e civile, con particolare
attenzione alla questione ambientale, emergenza tra le più pressanti
del nuovo millennio, accompagnano l’artista californiano da oltre 30 anni
nella vita e sul palco. Compagne inseparabili di viaggio verso la costruzione
di un mondo migliore, per Woody come per Jackson, sono sempre loro: la
voce e le corde della chitarra.
La chitarra
acustica è fatta in legno e spesso in legno pregiato. Addirittura,
alcune importanti Case americane sono finite di recente sotto inchiesta
per l’uso di legname non certificato nella produzione di chitarre. E’ davvero
possibile che la chitarra acustica assurga a simbolo ecologista?
Il fatto
che sia realizzata con un materiale naturale e bello come il legno è
uno dei fascini della chitarra. È possibile che, come spesso accade
in un mercato altamente competitivo, ci siano aziende che compiano qualche
misfatto, ma l’esperienza e la conoscenza diretta di produttori e titolari
di grandi marchi chitarristici mi dicono che è ampiamente diffusa
una grande attenzione e rispetto nella scelta e nell’uso dei legnami e,
in generale, nel rispetto dell’ambiente. Anche perché il consumatore
è diventato più sensibile ed è il mercato a chiedere
maggiore impegno e attenzione. Difatti, un po’ per convinzione un po’ come
pura operazione di marketing, oggi sono ormai numerose le aziende che adottano
un rigoroso codice etico che le vincola ad un rispetto estremo.
Un pensiero
su questa Fiera. Perché avete scelto di venire qui a presentare
ufficialmente l’Acoustic Guitar Meeting? Cosa proporrete nell’incontro
di oggi?
Finalmente
si ripropone la grande Fiera nazionale e unitaria degli strumenti musicali,
con le grandi aziende italiane tutte presenti. Un’esperienza di cui si
sentiva la mancanza dopo quella del MEET 2007. Lì fummo presenti
allestendo e organizzando uno spazio chiamato Acoustic Guitar Village che
ebbe molto successo. Per noi essere qui anche quest’anno significa essere
presenti a un appuntamento immancabile, cornice naturale per la presentazione
della manifestazione più importante della chitarra acustica in Italia.
Con l’augurio e la proposta che il Villaggio acustico possa tornare e diventare
un’esperienza ripetibile.
C) LUNEDÌ
17 MAGGIO IL RUOLO “DI MERCATO” DEL MEETING
Fra una settimana
a Sarzana farà capolino un altro grande marchio della chitarra acustica:
Taylor. È forse l'ultima grande roccaforte che si lascia conquistare
volentieri dallo spirito dell'Acoustic Guitar Meeting... Adesso che praticamente
l'intero panorama dei costruttori è presente a Sarzana, quali sono
i sogni per il futuro? Quali ulteriori sviluppi ci si può aspettare?
È
vero, con la presenza della Taylor la vetrina delle grandi aziende chitarristiche
internazionali, che si affiancano ai liutai e produttori più piccoli,
è ormai completa. Adesso nei nostri progetti c’è il consolidamento
di queste presenze, rendendo l’Acoust Guitar Meeting un appuntamento qualificato
e irrinunciabile nel circuito internazionale.
Già
quest’anno registriamo una presenza importante di aziende espositrici e
di privati di grandi strumenti da collezione. Aumentare la loro presenza
in futuro è uno dei nostri obiettivi. Grande attenzione e interesse
abbiamo, inoltre, per il mondo della costruzione della chitarra, settore
estremamente dinamico che interessa numerosi paesi dl mondo e per il quale
abbiamo l’ambizione di diventare punto di raccolta e trampolino di lancio
di tutte le novità.
Music Italy
Show è una Fiera strutturata, che può contare sulla disponibilità
di una macchina organizzativa imponente. Eppure anche l'Acoustic Guitar
Meeting, fatte ovviamente le debite proporzioni, ha tutto l'aspetto di
una manifestazione di classe. A dirla tutta, sembra che, nel contesto della
Fortezza Firmafede, le distanze fra grandi distributori e piccoli artigiani
si accorcino di molto. È davvero così?
Sin dalle
sue prime edizioni l’Acoustic Guitar Meeting ha sempre individuato nella
professionalità e nella buona organizzazione la chiave del suo successo.
Per noi la vicinanza tra grandi distributori e piccoli artigiani non è
solo un dato di fatto ma il nostro punto di orgoglio. La scommessa era:
dare al piccolo liutaio lo stesso spazio, importanza e opportunità
del grande produttore e lasciare che sia la qualità del prodotto
a determinare il suo successo sul mercato. Abbiamo vinto la scommessa e
a Sarzana la convivenza tra giganti e piccoli artigiani è assolutamente
armonica.
Perché
è importante per un liutaio esporre all'Acoustic Guitar Meeting?
Perché è importante per un distributore o per un rivenditore?
Probabilmente
perché, in una vetrina così composita e completa, non si
può non essere presenti. La qualità e quantità degli
strumenti esposti e degli artisti proposti fanno del Meeting un luogo di
grande attrazione per tutte le componenti del settore, dall’esperto al
collezionista, dall’appassionato al semplice curioso: tutti potenziali
clienti sia del piccolo sia del grande produttore.
su
giornale della CARISCH, maggio 2009:
Quali sono
le novità di questa edizione dell’Acoustic Guitar Meeting 2009?
Oltre ad
un collaudato programma che vede all'interno della Fortezza Firmafede di
Sarzana una delle più ricche esposizioni internazionali di liuteria,
di chitarre acustiche d'importazione e di accessori lasciare spazio la
sera a indimenticabili concerti con i migliori interpreti della chitarra
acustica nel mondo, in questa 12a edizione 2009 presentiamo una novità
assoluta:
l'istituzione
di un Premio, patrocinato dalla Città di Sarzana e dalla Regione
Liguria, dal nome "Corde & Voci per Dialogo & Diritti".
Si tratta
di un riconoscimento agli interpreti di chitarra e voce che hanno lasciato
un segno nella storia della musica intesa come mezzo per comunicare messaggi
di progresso civile e sociale. Nella prima edizione non si poteva che premiare
la leggenda Woody Guthrie, folk singer americano degli anni '30-'40-'50,
padre della nuova canzone popolare di impegno civile.
A ritirare
il premio dalle mani del Sindaco di Sarzana, un'opera dello scultore Luigi
Mainolfi, ci sarà Nora Guthrie, figlia del grande artista scomparso
nella seconda metà degli anni '60.
Molti musicisti
e musicologi a lui legati, parteciperanno attivamente al convegno e al
concerto celebrativo previsti per sabato 23 maggio.
Aggiungo
come evento significativo di questa edizione il ritorno in Italia, per
il concerto all'Acoustic Guitar Meeting, del grande DAVID BROMBERG, lontano
dalle scene per alcuni anni (costruiva e commerciava violini pregiati!)
e assente dall'Italia da ben 20 anni, di nuovo nelle classifiche con un
disco strepitoso di voce e chitarra acustica folk-blues.
Per il primo
anno Carisch sponsorizza il Concorso legato alla manifestazione. Ci racconti
la storia di questo concorso e in che cosa consiste?
Il concorso
"New Sounds of Acoustic Music" nacque nella 6a edizione 2003 della nostra
manifestazione dall'esigenza di dare un palcoscenico adeguato a numerose
proposte di giovani interpreti di chitarra acustica, che trovavano difficoltà
ad emergere in modo significativo.
Per palcoscenico
adeguato intendo non solo il grande palco centrale del Meeting, dove salgono
anche i grandi artisti in cartellone (curiosi e divertenti i commenti dei
ragazzi sull'emozione e la tremarella nel salire le scale!), ma anche un
parterre di ascoltatori attenti ed una giuria composta da giornalisti ed
addetti del settore in genere più che qualificati per valorizzare
le nuove proposte. Al di là del dover premiare e scegliere tre interpreti
migliori, lo spirito è quello di dare a tutti un contributo per
emergere.
Dopo molti
anni in cui la Wilder- Davoli ha patrocinato con dedizione il concorso,
l'entrata di Carisch come partner e sponsor sta, con mia grande soddisfazione,
portando una grande ventata di energia e di nuova linfa che, vista la competenza
e le grande potenzialità e professionalità della vostra azienda,
sono sicuro porteranno a risultati ancora più prestigiosi, nello
spirito di un effettiva ed attesa crescita dell'universo chitarra acustica
in Italia. Giovani che si avvicinano a questo strumento ce ne sono tanti,
a noi aiutarli ad emergere.
Sappiamo
che l’Acoustic Guitar Meeting si collocherà nei prossimi anni nel
contesto di un progetto più ampio che comprenderà diversi
appuntamenti su tutto il territorio nazionale. Puoi anticiparci qualcosa?
Il successo
di manifestazioni ben progettate ed organizzate, come appunto l'Acoustic
Guitar Meeting di Sarzana e per esempio il Second Hand Guitars di Milano
o il Festival Internazionale della Chitarra di Fiuggi, fa capire che c'è
un'ottima risposta di addetti del settore e di pubblico quando si lavora
bene, con passione e professionalità. Il progetto GuitarExpoItalia
vuole quindi consorziare questo tipo di eventi, farli interargire e dare
dei denominatori comuni di serietà e valenza, per offrire al mercato
delle opportunità reali di lavoro e agli appassionati delle opportunità
di formazione e di ascolto musicale di grande livello.
Produrre
con queste garanzie e caratteristiche altri eventi sul territorio nazionale,
magari in luoghi dove è difficile partecipare ad eventi chitarristici
importanti, potrebbe essere una politica vincente per allargare sempre
di più la conoscenza di questo strumento così affascinante.
"LADIES
& GUITARS"
su CATALOGO
SHG di DISMAMUSICA MAGAZINE, novembre 2007
Bisognava
aspettarselo. Mentre in tutta Italia si sono susseguite una dopo l’altra
le manifestazioni dedicate alla chitarra acustica e alle tradizioni musicali
ad essa associate, Alessio Ambrosi che l’anno scorso ha festeggiato in
quel di Sarzana i dieci anni di vita dell’Acoustic Guitar International
Meeting stava già preparando la grande sorpresa che prenderà
forma nella primavera del 2008 e che è a tutti gli effetti una vera
e propria sfida: perché, con un grande slancio verso il futuro,
l’XI edizione dell’Acoustic Guitar International Meeting avrà come
tema portante le... chitarre al femminile.
“Come
organizzatore e come appassionato di musica, ho sempre sostenuto la necessità
di guardare avanti e di esplorare terreni artistici non scontati, agendo
nella direzione di far crescere ed eventualmente modificare in senso positivo
l’universo musicale del nostro paese”. In questo senso si colloca la riflessione
sul numero veramente esiguo di presenze femminili in Italia come interpreti
di chitarra e comunque come musicisti che fanno della chitarra lo strumento
principe per la composizione e l’esecuzione di brani musicali. D’altra
parte, anche se è pur vero che la chitarra acustica o elettrica
che sia è nell’immaginario collettivo uno strumento musicale maschile,
c’è da stupirsi che nessuno pensi alle stimolanti possibilità
di crescita artistica di questo strumento collocato nelle delicate ed espressive
mani di una donna.
PASSIONE
E BUSINESS
su DISMAMUSICA
MAGAZINE, n° 32, febbraio 2007
Seduto al
computer nel soggiorno di casa Brozman, “The King of National Guitar”,
e in attesa di una cena italo/americana che aspetto con gioia visto
il livello degli altri pasti avuti fino ad ora, voglio provare a raccontarvi
quattro giorni intensi trascorsi al NAMM SHOW californiano, la più
grande fiera al mondo di strumenti musicali e di eventi connessi al mondo
della musica. Il racconto che segue, al plurale perché mia figlia
e due altri compagni di viaggio hanno condiviso con me questa avventura,
è la cronaca di giornate intense, di tanti chilometri percorsi sia
tra gli stand, sia tra le strade californiane, all’insegna della musica,
degli strumenti che la creano e dei suoi protagonisti.
Anaheim,
incontro con l’America
50 Km. a
sud di Los Angeles, nella terra delle arance e di Disneyland, Anaheim ci
accoglie come ogni anno con le migliaia di luci accese di notte e di giorno,
senza un gran motivo, e con i larghi viali fitti di palme che si elevano
altissime verso un cielo celeste limpido, forse per la vicinanza all’oceano
Pacifico, veramente infinito. Quest’anno dobbiamo coprirci un po’ più
del solito: la temperatura non è così mite, le notizie di
neve e freddo ascoltate prima di partire erano forse esagerate, ma non
ci era mai capitato di indossare sciarpe e pesanti giacconi, soprattutto
nelle uscite serali.
Viaggio
ottimo, nonostante le sempre più difficili normative in vigore negli
aeroporti e la severità alla frontiera degli Stati Uniti; quando
arriviamo davanti all’albergo è sera e la passeggiata per il centro
commerciale “The Block” serve a tirar un po’ tardi per alleviare i disagi
della differenza di fuso orario. Qui iniziano le prime riflessioni su un
Paese che è forse il più contraddittorio del mondo: dal kitch
e dall’inutilità di alcuni negozi e degli arredi improponibili di
strade e interni, si passa a librerie piene di pubblicazioni interessantissime,
di CD, DVD, foto, manifesti che fanno gola, all’interno di sale molto accoglienti,
con caffetteria, pasticceria e tanta gente che trascorre lì la serata,
visto che la chiusura è alle 23,00. Si va a dormire riflettendo
sul fatto che questo non capita di frequente in Italia, dove i giovani,
per mancanza di suggerimenti o di luoghi stessi, non scelgono di certo
una libreria come punto d’incontro serale. Un esempio che sarebbe invece
da seguire.
Gli artisti,
la fiera
Quando la
mattina si parte per andare in fiera, la prima tappa d’obbligo è
uno dei numerosissimi locali di ristorazione della città: accoglienza
e gentilezza a livelli altissimi, cibo e caffè da dimenticare. Così,
tra una famiglia in procinto di muoversi per la giornata a Disneyland e
molti operatori pronti per la visita alla nostra fiera, si cerca scampo
dalle uova strapazzate con salsicce e burro in quantità, optando
per un pancake, leggermente più digeribile alle 8,30. Capita molte
volte di incontrare già durante la colazione qualche big delle aziende
di strumenti musicali o qualche musicista in circolazione. Con piacere
si nota Robert Godin o Lloyd Baggs, si ascoltano Larry Fishman o Jean Larrivèe,
si apprezza il caffè offerto dai chitarristi Harvey Reid o Alex
De Grassi.
Questo aspetto
del NAMM, la possibilità di incontrare di persona molti dei nomi
che stanno facendo la storia degli strumenti musicali dell’era moderna
– da personaggi dei nostri giorni a personaggi mitici come Jim Marshall,
inossidabilmente seduto al tavolo dello stand dei suoi amplificatori a
firmare autografi – è una delle più affascinanti particolarità
di questo grande appuntamento internazionale. In nessun festival
e in nessun’altra manifestazione si ha una così alta concentrazione
di artisti: sia di performer, sia di progettisti e costruttori di strumenti
musicali ed accessori.
Ti trovi
allo stand Ibanez e riesci ad avere la foto di Steve Vai, saluti Jim Marshall
e vedi un numero di persone in coda per salutare Paul Stanley dei Kiss
(invidiabile la sua forma nonostante l’età), torni di sera in albergo
e incroci e saluti Chris Martin IV! Se poi, come mi capita da un
po’ di anni lavorando alla mia manifestazione di Sarzana, conosci ormai
un po’ tutti, ti accorgi che è come una grande famiglia, un circo
che si sposta nei grandi appuntamenti del settore, dove tutti sono accomunati
da una grande passione, nonostante siano spesso tra loro anche concorrenti,
e da un grande rispetto reciproco.
Passione
e business
E’ un grande
esempio la passione che, unita la business, muove tutti questi personaggi.
E’ come dovrebbe essere sempre: lavorare con grande amore e dedizione ed
essere in affari, cercando il giusto guadagno da un lavoro molto impegnativo:
la musica è nello stesso tempo un’alta espressione della capacità
artistica umana ed un mercato produttivo, una realtà del mondo del
lavoro capace di produrre ricchezza e occupazione.
Viene spontaneo
il paragone con un’Italia ancora acerba come mentalità, dove, quando
si spiega a qualcuno che si lavora nel mondo della musica, ci si sente
spesso rispondere “Beato te!”. E' una vera impresa cercare di far capire
che lavori 12 e più ore al giorno, e che questo settore piò
rappresentare una grande opportunità per il nostro Paese.
Bisognerebbe
capire tutto questo e riflettere su esempio visti al NAMM, dove tanti presidenti
di aziende, all’interno dello stand, sorridono al pubblico con una semplicità
disarmante, rispondendo con competenza e cortesia, quasi come un impiegato
qualsiasi, alle mille domande dei visitatori. Se si capisse tutto questo,
forse si crescerebbe, e si riuscirebbe a comunicare competenza e passione,
contagiando anche in Italia le persone, coinvolgendole nell’uso e nell’acquisto
di uno strumento musicale.
Panoramica
del mercato e novità
A questo
pensiamo mentre ci muoviamo tra un corridoio e l’altro dei numerosi padiglioni,
fermandoci ad osservare più da vicino quello che maggiormente attrae
la nostra curiosità. Non si vedono numerose rilevanti novità
quest’anno. Almeno per quello che riguarda il mio settore specifico, quello
delle chitarre ed accessori. Mi sembra che sia una grande ricerca nel perfezionare
sempre di più qualcosa che già esiste: sistemi di amplificazione,
per esempio, con novità un po’ in tutte le aziende, più che
le chitarre stesse. Per quanto riguarda lo strumento in particolare, sia
acustico che elettrico, si susseguono invece i modelli “signature”, quelli
realizzati in collaborazione e con il nome di qualche grande artista. Probabilmente
si vendono grazie ai frutti della continua campagna mediaticha di divinizzazione.
E' tra i piccoli produttori, e ce ne sono molti in fiera, che si trova
qualche idea nuova ed una ricerca della qualità estrema. Le grandi
aziende, pur mantenendo in alcune produzioni un livello soddisfacente,
sono più esposte alla concorrenza e alla crescita dei costi produttivi
e quindi obbligate alle dispute per realizzare modelli legati a questo
o a quel nome, sperando nella veloce commercializzazione.
Osserviamo
come non manchi nessuno dei grandi produttori mondiali nelle decine di
corridoi espositivi lunghissimi, posti ai vari piani del Convention Center,
con stand arredati all’ “americana” e numeri di pubblico da capogiro,
sia come presenze di addetti al settore, sia come curiosi in arrivo il
sabato e la domenica. Questi ultimi sono uno spettacolo nello spettacolo,
tra i mille colori, le fogge di abito e le acconciature degne di Guerre
Stellari. Non mancano neanche le “supergirls” in abiti succinti e forse
anche un po’ datate, pronte a farsi fotografare con ognuno di noi.
Seminari,
conferenze, eventi a getto continuo
Ma è
tutto ciò che ruota intorno al NAMM Show a lasciare veramente impressionati:
dovunque, e le varie pubblicazioni della fiera lo comunicano molto bene,
si susseguono appuntamenti, eventi, incontri di grande interesse. Direi
che siamo nell’Università della Musica, dove si studia, attraverso
un numero impressionate di seminari e conferenze, come produrre, suonare
e vendere uno strumento musicale.
Inutile
dire che i concerti e le performance in genere sono innumerevoli ed è
impossibile seguirne forse anche solo la metà. Sì, perché
si va dagli eventi in fiera a quelli in programma nei vari auditorium della
città, dagli appuntamenti musicali negli alberghi ai party privati
delle aziende. Scegliere è molto difficile, ma comunque c’è
n’è per tutti i gusti musicali. Già nella grande hall di
ingresso, dalla quale poi si accede ai vari corridoi e padiglioni, si è
spettatori ogni mattina di un concerto: abbiamo visto esibirsi dall’orchestra
messicana completamente al femminile alla big band giovanile di jazz di
una delle tante scuole californiane, con tanto di esibizione spettacolare
della sezione percussioni. La musica accompagna anche la chiusura di ogni
giornata e spesso è talmente presente che non ci si sofferma più
di tanto, salvo pentirsi poi per non essersi fermati quando scopri dal
programma che la musica che ti aveva piacevolmente incuriosito proveniva
dalle tastiere di un grande musicista come Gorge Duke che per anni
è stato a fianco di Frank Zappa. Sì, perchè insieme
a te, tra gli stand e i corridoi, si muovono decine e decine di musicisti,
alcuni presenti solo per curiosità perché vivono nelle
vicinanze, altri impegnati appunto nelle mille performance previste dal
programma o nei vari stand. Molti di loro sembrano aver fatto il patto
con il diavolo, perché gli anni passano e sono in forma smagliante,
sempre pronti a sorridere e a firmare autografi. Di questa generazione
di musicisti se ne incontrano tantissimi, è proprio lontana l’era
e l’immagine del musicista legato all’alcool e alle droghe: qui o fanno
un “tagliando” ogni sei mesi o vanno avanti a succhi di frutta e acque
toniche!
La sera
poi possiamo davvero scegliere tra numerosi appuntamenti e così
ci si può anche dividere fra un tranquillo “Acoustic Cafè”,
che per me è una tappa d’obbligo visto il tenore della mia manifestazione
a Sarzana, e il party organizzato da Paul Reed Smith, che attrae maggiormente
mia figlia e gli altri nostri compagni di viaggio visto che è
atteso anche Santana.
A casa di
Bob
I
quattro giorni di fiera passano così, senza un attimo di sosta e
con orari da lavoro più che da visita. Come ogni anno, si accumulano
tanta stanchezza e mal di gambe, ma senza dubbio ci si arricchisce, si
“studia” l’universo musicale in ogni suo aspetto, pronti a farne tesoro.
Lunedì si parte, ma per fortuna ci godiamo qualche altro giorno
in California, spostandoci verso il Nord, in direzione di San Francisco
e percorrendo la meravigliosa Highway 1, quella che costeggia l’Oceano
Pacifico e che ci porta a casa Brozman. Bob ci aspetta immerso nella sua
collezione di chitarre e ci offre un ospitalità impeccabile.
Ci vengono
infatti servite – permettetemi di chiudere con questa immagine – meravigliose
tagliatelle “hand made” preparate dalla signora Brozman, con uova delle
proprie galline e pesto fatto da vero basilico italiano. Un miracolo inaspettato
in questi viaggio: una fusione perfetta tra splendide chitarre e grande
cucina! |